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Il citofono rotto

Era una mattina come tante, e Laura, una giovane corriere, aveva già consegnato mezza città. Mancava solo un pacco, indirizzato a una certa Sara Rossi. Arrivata davanti al cancello, Laura notò subito un foglio scritto a mano:
“CITOFONO ROTTO”.

Con il pacco tra le braccia, guardò intorno confusa.
«E adesso come faccio?» pensò, sperando di trovare qualcuno nei paraggi. Ma il silenzio del vialetto rispose al posto suo.

Dopo qualche secondo d’attesa, sbuffò e mormorò fra sé:
«E va bene! Me lo riporto indietro!!!»
Girò i tacchi e tornò al furgone, ignara del piccolo dramma che si stava consumando dentro casa.


Intanto, dall’altra parte del cancello…

Sara era in camera, fissando tristemente il suo armadio. Aveva aspettato per giorni quel vestito rosso che aveva ordinato per una serata importante. Si immaginava già con l’abito addosso, elegante e sicura di sé.
Ma quando aveva sentito il furgone fermarsi fuori, aveva provato a chiamare… invano. Il citofono, rotto da settimane, non aveva emesso neanche un suono.

Guardò sconsolata il vecchio apparecchio pieno di crepe, mentre nella sua mente si formava l’immagine del corriere che se ne andava via col pacco ancora in mano.

«No… il mio vestito!» sussurrò, portandosi una mano al viso.


Epilogo

Quella sera, invece del vestito rosso, Sara indossò un pigiama grigio e promise a se stessa che il giorno dopo avrebbe sistemato il citofono.
Nel frattempo, anche Laura ripensava a quel pacco nel retro del furgone, chiedendosi se la destinataria avesse mai saputo quanto fosse stata vicina a riceverlo.

Un semplice guasto, due persone diverse… e una piccola lezione: a volte basta un poco  per mandare all’aria i piani di un’intera giornata.

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